Domenico Mastroianni. Cartoline dal viaggio dantesco

locandina25gennaio2014

Manifestazione ideata e realizzata dalla Fondazione Umberto Mastroianni di Arpino . In collaborazione con la Società Dante Alighieri Comitato di Arpino e Gruppo Giovanile e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia e con il patrocinio della Regione Lazio, Provincia di Frosinone e i Comuni di Frosinone e di Arpino - a cura di Lisa Della Volpe

Una mezza mattinata. Sicuramente un tempo breve per poter comprendere a pieno la portata straordinaria e innovativa del capolavoro letterario nella storia dell’arte italiana dal XIV secolo in poi, e certamente un tempo brevissimo per apprezzarne il valore nella proposta di rilettura del poema dantesco attraverso la presentazione di quei luoghi italici che hanno ispirato i versi della Divina Commedia. 
Eppure il dottor Gianni Pittiglio, storico dell’arte, giornalista pubblicista, autore di numerosi contributi e saggi, principalmente a carattere iconografico ed Enrico Quadrini, Presidente del Comitato di Arpino della Società Dante Alighieri, Presidente onorario del Comitato organizzativo Certamen Ciceronianum Arpinas, sono riusciti a suscitare un grandissimo interesse nel numeroso pubblico che sabato 25 gennaio affollava la sala convegni della Villa Comunale di Frosinone.
Accolti dal Presidente Antonio Abbate e dal Presidente Onorario Paola Molinengo Costa, con i saluti del Commissario Giuseppe Patrizi, dell’assessore del Comune di Frosinone, Claudio Caparrelli, e dell'assessore del Comune di Arpino, Rachele Martino, Gianni Pittiglio ha dimostrato con chiarezza come si sia andato definendo il ritratto di Dante e di come la Divina Commedia abbia ispirato artisti di ogni epoca, da Sando Botticelli, al quale si deve il più bel ritratto del poeta, alla Cappella di San Brizio ad Orvieto, al Giudizio Universale di Michelangelo fino alle testimonianze più recenti, del concorso Alinari del 1900 passando per il Romanticismo, fino alla produzione artistica attuale perfino in ambiti inaspettati. Enrico Quadrini ha sottolineato come pochi sono i popoli possono vantare di avere di avere un poeta, di cui si perpetui così religiosamente il culto come Dante e come la presentazione dei luoghi italici di cui tutto il Poema è disseminato lo facciano percepire come poeta sempre attuale.
La conferenza ideata e realizzata dalla Fondazione Umberto Mastroianni di Arpino è stata l’occasione per dare evidenza degli esiti importanti degli studi avviati su Domenico Mastroianni, che appare adesso una figura più definita e certamente un artista colto e raffinato, la cui immagine è ben lontana da quella finora tramandata. 
Un importante occasione di studio sull’artista arpinate che si aggiunge al riconoscimento che l’Università Popolare LUniASM Libera Università Telematica Arti e Scienze Moderne ha voluto fare dedicando a Domenico Mastroianni la scuola d’arte inaugurata il 9 novembre 2013 invitando la Fondazione quale membro del comitato d’onore.
Inoltre è stata occasione per conoscere e apprezzare la serie delle cartoline dantesche, le cui riproduzioni (scelta dettata da ragioni conservative) saranno in mostra fino all’8 febbraio al piano inferiore della Villa comunale.
La Fondazione Umberto Mastroianni ha voluto con questa iniziativa far conoscere una piccola parte dell’imponente patrimonio artistico custodito a Castello di Ladislao. La Fondazione infatti possiede la raccolta pubblica più importante di cartoline e di opere di Domenico, che comprende sculture in bronzo, terrecotte e un ricchissimo fondo di cartoline.
Le 42 cartoline con illustrazioni tratte dalla Divina Commedia (18 cartoline per l’Inferno; 14 del Purgatorio e 10 del Paradiso) ispirate a Gustave Doré, come ha dimostrato Lisa Della Volpe nel suo intervento conclusivo della giornata, costituiscono una piccola parte del fondo di cartoline, realizzate con un doppio processo artistico: la prima fase prevedeva la realizzazione del bassorilievo in argilla o plastilina che successivamente veniva fotografato. La fotografia veniva stampata e venduta in cofanetti e l’argilla riutilizzata per altre scene. Ciò spiega il motivo per cui ad oggi non si conoscono rilievi dell’artista.